STORIA DELL'ASTRONOMIA - ARCHEOASTRONOMIA - AMERICA CENTRALE

INDICE GENERALEINDICE ARCHEOASTRONOMIA
Pagina 4 / 5      :: Pagina Precedente :: Pagina Seguente

Archeoastronomia - America Centrale

Per i popoli centroamericani l'astronomia era una delle scienze più importanti.
Tre sono i popoli che si svilupparono nel continente americano: Maya, Aztechi e Inca.
Nel campo della ricerca e dell'osservazione astronomica i maya superarono di gran lunga tutti gli altri.

Pur non essendo a conoscenza della forma della terra, i Maya, conoscevano le cause delle eclissi, sapevano usare lo gnomone e calcolavano solstizi e equinozi.
Queste conoscenze furono raggiunte tramite il progresso in campo matematico: conoscevano infatti lo zero ed adottavano la numerazione posizionale.

Il calendario maya, è il più accurato fra quelli del passato.
L'anno iniziava il 16 luglio, quando il Sole attraversa lo zenit.
L'anno adottato era formato da 365,242 giorni.
Questi erano compresi in 18 mesi di 20 giorni ciascuno più un breve mese addizionale di 5 giorni.
Ogni mese aveva un suo nome ed in esso i giorni erano contati da 0 a 19.
Utilizzava alternativamente l'anno solare e l'anno di Venere, determinato dalla rivoluzione sinodica del pianeta.
Venere assumeva un'importanza fondamentale nella religione maya, in quanto rappresentava il serpente piumato Quetzalcoatl.

Inoltre calcolarono con precisione i moti dei cinque pianeti visibili ad occhio nudo e intuirono che la Via Lattea era un grande ammasso di stelle.
Il loro culto legato a Venere li aiutò a scoprire che ogni 8 anni il pianeta compie 5 rivoluzioni sinodiche (di 584 giorni).