STORIA DELL'ASTRONOMIA - ARCHEOASTRONOMIA - CINA

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Archeoastronomia - Cina

L'astronomia cinese è nota fino ai giorni nostri grazie alle accurate documentazioni che gli antichi cinesi facevano sulle loro osservazioni: possiamo quindi risalire fino al 1217 a. C. quando venne registrata un'eclissi di Sole.
I cinesi riuscirono a trovare una spiegazione di come determinare i solstizi e la divisione dell'anno: misuravano il variare della lunghezza di un'ombra solare proiettata da un semplice bastone.
A volte le spiegazioni date ai fenomeni erano più fantasiose.
Ad esempio uno dei fenomeni più evidenti che riguarda la Luna sono le fasi lunari.
Per i cinesi, le fasi lunari erano dovute ad un enorme cinghiale, nascosto tra le nuvole, che si divertiva a mordicchiare il nostro satellite naturale, mangiandoselo addirittura interamente in caso di eclissi.

Contrariamente agli altri popoli i cinesi riportaro i fatti senza arricchirli di leggende o pregiudizi.
Si possono così ritrovare descritti altri fenomeni, come passaggi di comete o l'esplosione della supernova del Granchio del 1054.
Si concentrarono anche sulle costellazioni circumpolari, che restano visibili per tutta la notte.

Inoltre crearono un calendario lunisolare composto da 360 giorni a cui venivano aggiunti 5 giorni epagomeni.
Nonostante le loro conoscenze in campo astronomico il loro calendario non riuscirà mai ad essere preciso come quello di altre civiltà antiche.

Le teorie sulla struttura dell'Universo furono certamente tre. Per l'orientamento l'equatore celeste fu diviso in 28 sezioni d'arco chiamate Hsiu, "case", che rappresentavano le divisioni politiche originarie della Cina terrena.
Inoltre il cielo intero era suddiviso in circa 250 piccole costellazioni, composti da circa 6 stelle ciascuno.
Le figure viste dagli astronomi cinesi sono molto diverse da quelle che conosciamo noi; in generale preferirono aspetti di vita comune da rappresentare nel cielo.

Secondo i cinesi esiste una correlazione tra parti del corpo, punti cardinali e il cosmo.