STORIA DELL'ASTRONOMIA

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I greci

Tolomeo

Tolomeo (120 - 160 d.C.)fu l'ultimo rappresentante dell'astronomia greca, secondo la tradizione svolse la sua attività d'osservatore nel tempio serapeo di Canopo, vicino ad Alessandria d'Egitto.
Utilizzando i dati raccolti dai suoi predecessori, in particolare da Ipparco, Tolomeo costruì un sistema del mondo che, pur ammettendo a priori l'immobilità della Terra, riusciva, grazie a espedienti di estrema complessità, a rappresentare con soddisfacente precisione le traiettorie apparenti del Sole, della Luna e dei cinque pianeti allora conosciuti.

Nel sistema tolemaico, o geocentrico, attorno alla Terra, immobile al centro dell'Universo, ruotano nell'ordine la Luna, Mercurio, Venere, il Sole, Marte, Giove e Saturno.
La Terra, tuttavia, occupa una posizione leggermente eccentrica rispetto al centro delle circonferenze, dette deferenti, su cui si muovono i corpi celesti.
Inoltre solo il Sole percorre con moto uniforme il proprio deferente, mentre la Luna e i pianeti, al fine di spiegare le irregolarità osservate nel loro moto (deviazione con periodicità annuale della velocità angolare e della distanza, stazionamento e moto retrogrado), si muovono su un altro cerchio, detto epiciclo, il cui centro ruota sul deferente.
Egli introduce, oltre all'eccentricità e agli epicicli, un punto ideale detto "equante", collocato simmetricamente alla terra rispetto al centro dell'universo, che doveva servire per mantenere la costanza delle velocità dei referenti rispetto ad esso.

In questo modello, assolutamente non eliocentrico, il Sole aveva tuttavia un ruolo preponderante: