STORIA DELL'ASTRONOMIA
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I greci
Il periodo alessandrino
Durante il lungo periodo alessandrino gli imperativi geocentrici di carattere metafisico prevalsero sugli schemi eliocentrici, che venivano citati nei compendi scientifici come tentativi ingegnosi ma insostenibili.
Le argomentazioni a favore erano principalmente:
- una spiegazione più agevole delle retrogradazioni dei pianeti
- le critiche per l'enorme velocità che deve avere il cielo delle stelle fisse per compiere ogni giorno un giro intero
Apollonio di Perga
Per semplificare la previsioni delle retrogradazioni, Apollonio di Perga (ca. 262-180 a. C.) propose di considerare ogni pianeta fissato solidamente ad un piccolo cerchio ruotante su se stesso mentre nel suo centro viene trascinato nella rotazione di una grande circonferenza centrata nel centro della Terra.
Un'opportuna combinazione delle velocità di rotazione della grande circonferenza portante (deferente) e del cerchio piccolo (epiciclo) spiega i brevi periodo in cui il pianeta iverte il suo cammino.
Ipparco di Nicea
Ipparco di Nicea (130 a. C. circa) fu uno dei maggiori astronomi della storia.
Tentò di migliorare le misure delle distanze e delle dimensioni del Sole e della Luna ottenute in precedenza con il metodo di Aristarco, ma, date le difficoltà di osservazione, i suoi valori non furono più precisi dei precedenti.
Una delle opere fondamentali di Ipparco fu il suo catalogo stellare, il primo conosciuto nella storia.
Egli compilò una lista di 1.080 stelle, delle quali indicò luminosità e posizione.
Per la classificazione in base alla luminosità ideò una scala di magnitudini stellari, tuttora in uso presso tutti gli studiosi del cielo.
Aver raccolto e confrontato un notevole numero di osservazioni stellari lo portò a rilevare l'esistenza del fenomeno della precessione degli equinozi.
Avendo recepito la diversa durata delle stagioni scandite dagli equinozi e dai solstizi, modificò ancora il modello.
Per salvaguardare il principio filosofico della perfezioni dei cieli da cui discendeva l'esigenza di traiettorie circolari e velocità uniformi, spostò la Terra dal centro dell'universo.
Ponendo la terra eccentrica rispetto al Sole, egli riusciva a spiegare il fenomeno della diversa velocità della nostra stella rispetto a un osservatore terrestre.