QUALCHE CONSIGLIO PER OSSERVARE IN CITTA'

Anche i cieli notturni inquinati e super-illuminati delle nostre città possono rivelare delle piccole meraviglie, tutte da scoprire.
Bisogna solo imparare qualche trucco per sfruttare le possibilità che ci sono offerte.

Nelle periferie delle nostre città possiamo osservare stelle fino alla 3° magnitudine, senza alcuna difficoltà.





Suggeriamo di seguito, quattro regole base su cui modellare ogni serata:
  1. SCEGLIERE CON CURA IL LUOGO OSSERVATIVO

  2. L’ATTREZZATURA DA UTILIZZARE SARA' DETERMINANTE PER UNA SERATA DI SUCCESSO

  3. PROGRAMMARE CIÒ CHE SI VUOLE GUARDARE

  4. NON DESISTERE SUBITO SE I PRIMI RISULTATI SARANNO DELUDENTI
Per facilitare la memoria, può essere utile l’acronimo S.T.A.R. (Sito Telescopi Approfondimento Riprovare).

Analizziamone una per una:

1. IL LUOGO SCELTO PER L'OSSERVAZIONE

Bisognerebbe evitare i luoghi particolarmente trafficati, in quanto il continuo passaggio di auto limita la visione notturna.

L’ideale sarebbe osservare da un parco, dove l’illuminazione non disturba troppo l’osservatore.

Se si vuole osservare dalla finestra o dal balcone di casa, è opportuno farlo solo d’estate.
Infatti, per evitare turbolenze dell’aria è consigliabile areare il locale previsto per l’osservazione per una mezz’ora circa.
Il calore dei nostri appartamenti può disturbare le esplorazioni notturne, ma in questo modo la temperatura esterna sarà uguale quella interna.

Anche la luce dei vostri vicini può essere un guaio per i vostri occhi.
Meglio aspettare che si spengano la maggior parte delle luci del palazzo.

L’estate e la primavera inoltrata sono le stagioni ideali per poter osservare comodamente da casa, in quanto le temperature sono più favorevoli per passare una notte all’aria aperta.

Per l’inverno invece, è consigliabile il balcone di casa o un parco.
Le finestre sono totalmente escluse in quanto il riscaldamento acceso provoca una risalita di aria calda che impedisce un’osservazione limpida e chiara.

Un'altro aspetto da considerare è la necessità di osservare da un luogo paesaggisticamente "aperto", in modo tale che qualsiasi settore del cielo sia sgombro da ostacoli.

2. L'ATTREZZATURA DA UTILIZZARE

Scegliere con cura cosa portare e disporlo nelle vicinanze del proprio strumento, rende l’osservazione più facile e piacevole.

Innanzitutto bisogna posizionare il proprio telescopio.
Se si preferisce l’uso del binocolo è buona norma premunirsi di un treppiede (cavalletto) su cui sistemarlo, per evitare una stanchezza eccessiva nelle braccia.

Quindi per l’osservazione ideale sarebbe necessario un tavolo o un ripiano per tutta una serie di accessori secondari ma molto utili:
  1. Una torcia o una fonte di luce su cui collocare una copertura rossa. Infatti il rosso non disturba la vista durante le ore notturne e permette di illuminare agevolmente come una qualunque luce bianca.

  2. Una bussola per potersi orientare

  3. Una carta del cielo o un atlante celeste

  4. Un telo protettivo da collocare sullo strumento e sulla propria testa per evitare interferenze con luci esterne.
Inoltre è buona norma portare indumenti pesanti da indossare durante la serata, per non rovinare una bella serata osservativa a causa del freddo.
Acqua e cibo non devono mancare, in quanto aiutano a riscaldarsi in caso di freddo.
Se l’osservazione avviene d’inverno è consigliabile utilizzare anche un telo isolante sotto gli strumenti, in modo tale da isolare i piedi.
3. PROGRAMMARE LA SERATA OSSERVATIVA

Fare una scaletta o creare un piccolo tour con gli oggetti che si vogliono osservare è sicuramente molto utile.
In questo modo si può evitare la ricerca di oggetti non visibili nella serata prescelta.
Controllando prima su un atlante ciò che si vuole guardare può essere di aiuto anche per potersi orientare nel cielo e raggruppare gli oggetti vicini per facilitare l’osservazione.

Un consiglio è quello di partire da oggetti facili, alternando la difficoltà di osservazione.
E’ sconsigliato lasciare gli oggetti più ostici alla fine, in quanto la stanchezza si farà sentire e la ricerca potrà risultare vana.

Non bisogna neanche creare tour troppo lunghi.
La durata media non dovrebbe superare le 2 ore.
4. RIPROVARE, RIPROVARE, RIPROVARE E ... RIPROVARE

La prima serata osservativa potrebbe non riscuotere molto successo o realizzare tutte le aspettative.
Ma non per questo bisogna smettere.
Infatti solo l’esperienza può rendere abili e capaci di saltare da una stella all’altra.

Inoltre si possono trovare trucchi per migliorare la sistemazione o l’attrezzatura nel modo più comodo.

L’importante è non fermarsi alla prima difficoltà.
Se una sera l’osservazione non riuscirà bene ci saranno infinite altre in cui sarà perfetta.

Il cielo è la fuori che aspetta di essere scoperto.