OSSERVARE CON IL TELESCOPIO
Per la visione della Luna, delle costellazioni o delle stelle più luminose, è sufficiente l’occhio nudo o al massimo un binocolo.
Se invece vogliamo osservare gli oggetti più deboli, sarà indispensabile utilizzare un telescopio.

Il telescopio è uno strumento ottico che permette di aumentare sia la debole luce proveniente da corpi celesti molto distanti, sia la loro grandezza apparente.

I telescopi possono essere suddivisi in 2 categorie:





CARATTERISTICHE GENERALI

Il più importante parametro da tenere in considerazione in un telescopio, è la sua capacità di raccogliere la luce.
E’ una caratteristica molto importante, perché permette, a parità di altre condizioni, di osservare oggetti celesti distanti e/o deboli.
Questo dato è in funzione della sua “apertura”, ossia il diametro dell’obbiettivo o dello specchio che utilizza.
Risulta evidente che quanta più luce viene raccolta, tanto più risulterà luminosa l’immagine fornita.
DIFFERENZE FRA RIFRATTORI E RIFLETTORI

A parità di diametro, i rifrattori forniscono immagini più contrastate, ma presentano alcuni svantaggi: l'ingombro (lunghezza focale), flessioni del tubo per il peso, impossibilità delle ottiche di essere lavorate oltre un certo diametro.
A parità di costo però un telescopio riflettore è migliore, infatti occorre solo un grande specchio, invece di almeno quattro lenti acromatiche.
Richiede tuttavia più manutenzione.
OCULARE

Un oculare è una lente o un gruppo di lenti che ha la funzione di ingrandire l'immagine catturata da un telescopio.
Il valore di un dato ingrandimento, esprime di quante volte un oggetto risulta diametralmente più grande, rispetto a come esso appare ad occhio nudo.
L'ingrandimento può essere piccolo o grande a seconda della lunghezza focale dell'oculare e dell'obiettivo usati.
Per conoscere quanti ingrandimenti è in grado di fornire un dato oculare, si deve dividere la lunghezza focale del telescopio per la focale indicata sull’oculare.
(Esempio: un oculare da 10 mm, montato su un telescopio con lunghezza focale di 1200 mm. esprime un ingrandimento di 1200:10=120X. La “X” dopo il numero, indica gli ingrandimenti).
Le principali caratteristiche degli oculari sono: il tipo di ottica, la focale, il campo apparente, il campo reale, l’estrazione pupillare, la pupilla d’uscita.
MONTATURA

La “montatura” di un telescopio, è la struttura meccanica che sostenere il tubo ottico e la relativa strumentazione osservativa.
E’ il vero corpo principale di un telescopio.
Esistono due tipi di montature, definite secondo l’orientamento dei piani lungo i quali il telescopio si può muovere:
  • AZIMUTALE = per mantenere l'oggetto osservato al centro del campo, il telescopio, si deve muovere continuamente nei due assi orizzontale e verticale che nel gergo si chiamano “azimuth” e “declinazione”.
  • EQUATORIALE = l'asse principale intorno a cui ruota tutta la massa strumentale presenta, rispetto al suolo, un'inclinazione variabile in funzione della latitudine del posto in cui lo strumento si trova: tale asse mira quindi il Polo Nord celeste.
I requisiti essenziali per una buona montatura sono: solidità, massima rigidità, l’esente da flessioni, ruotare “dolcemente” attorno ad assi al fine di puntare ed inseguire senza vibrazioni e con costante velocità l'oggetto, mantenendolo permanentemente al centro del campo di osservazione.

ATTENZIONE:
Abbiamo volutamente evitato di spiegare nel dettaglio le differenti configurazioni ottiche dei telescopi, degli oculari ed il funzionamento delle montature.
Pensiamo che la letteratura specifica, così come la stampa ed Internet offrano una vastissima gamma di possibilità per chi volesse approfondire l’argomento.