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NOMENCLATURA LUNARE


L'idea di stabilire un nome per tutte le caratteristiche lunari è stata sempre sostenuta da molti pensatori e astronomi
del passato.
Fu messa in pratica per primo dall'astronomo Johannes Hevelius, che pubblicò nel 1647 Selenographia, cioè Atlante della Luna, con mappe dettagliate della superficie e con nomi completamente nuovi.
Egli utilizzo i nomi di uomini celebri e quelli di montagne e di regioni della terra per distinguere i vari paesaggi sulla superficie lunare.

Nel 1651 la sua idea fu ripresa dall'astronomo Giovanni Riccioli e dal suo allievo Francesco Grimaldi, che crearono una dettagliata mappa lunare e attribuirono 300 nomi alle zone principali.
Le vaste pianure furono così denominate "mari", alle catene montuose che assomigliavano a quelle terrestri fu attribuito lo stesso nome.
Ai grandi crateri furono assegnati nomi di antichi filosofi e astronomi.
Il sistema che seguirono fu però molto più rigoroso rispetto a quello di Hevelius:

La denominazione dei crateri e dei mari ebbe successo, infatti si è conservata fino ad oggi.
Quella delle terre fu invece scartata.

Si deve attendere fino alla seconda metà del Settecento per stabilire le coordinate dei particolari lunari in modo preciso, opera realizzata da Johann Tobias Mayer.

Oggi la maggior parte dei nomi delle formazioni lunari sono quelli riconosciuti nel 1970 dall'Unione Astronomica Internazionale nella sua 14ª Assemblea Generale:

  1. i mari e i crateri conservano i nomi attribuiti da Riccioli - Grimaldi.
    A questi nomi ne sono stati aggiunti altri in memoria di personaggi importanti nati successivamente.

  2. alle zone non ancora classificate è stato attribuito un numero e un lettera, in attesa di un nome ufficiale.